Il suono della clorofilla

Antonio Francesco Perozzi

Il suono della clorofilla

2017, pp. 188, isbn: 978-88-6770-189-6, € 17,00

Alethéia è un sostantivo greco, significa verità. Ma di che è fatta la verità? Di commessure logiche tra un tassello e un altro di un mosaico che, lentamente, si disvela; e di disvelamenti, per l’appunto, nuove premesse necessarie che complicano i sillogismi, costringono a trovare nuovi effetti per nuove cause. Nomen omen, Fausto Aleteia è un investigatore di provincia appassionato di processi logici. Assegnato a un caso riguardante uno strano furto di sassofoni Fausto inizialmente si disinteressa, ma una serie di eventi imprevisti lo portano all’impegno nelle indagini. L’universo assenteista e corrotto del commissariato, di cui sono espressione McClane e l’agente Manna, fa da contraltare al funambolico scenario del quartiere Palazzeschi: allegoria della mistificazione della verità e del reale. Qui si concretizza il travagliato percorso dell’investigatore, che, vittima di momenti di iperacusia e disordine sensoriale (ma anche indizi di insolite connessioni da decifrare: sinestesie di suoni e colori, suoni e odori) troverà nel procedimento logico-deduttivo un’ancora per ormeggiare se stesso alla verità. Il Suono della Clorofilla è un giallo che profuma dell’ottone acido dei sax e di smog, un romanzo labirintico e vorace, con un omaggio alla Roma calda e costipata di Gadda.