La memoria dell’acqua

Francesca Caprioli

La memoria dell’acqua

Settembre 2018, isbn: 978-88-6770-409-5, € 14,00

Partendo da una pentalogia di racconti brevi scritti per essere messi in scena in uno spettacolo di musica e testi, l’autrice porta alla luce una narrazione unica e organica pensata come uno scavo archeologico che, attraverso anelli concatenati tra loro, si spinge fino agli anni Quaranta del secolo scorso. Nel quadro narrativo si inseriscono inoltre le poesie, che seguono ogni storia e ne sono parte integrante in quanto anima e parole dei personaggi. A La memoria dell’acqua è stata annessa anche la raccolta  Le parole della terra, storie scritte nell’ambito della rassegna Fabrica. In questo caso, i brani seguono l’ordine del ciclo delle stagioni. Si tratta di tutte storie vere, registrate dalla curiosità e dalla sensibilità dell’autrice e messe su carta per essere tramandate come testimonianze della lotta quotidiana di ognuno di noi, pronte a riaffiorare alla memoria come veloci passaggi sul cuore, ricordi, come piccolo frammenti di un racconto più grande: la Storia, con la s maiuscola, che è maestra di tutti.

Francesca Caprioli romana, classe ’77, archeologa, scrittrice, insegnante, laureata alla Sapienza. Ha studiato all’Università di Erlangen, Germania e all’UCLA di Los Angeles. È cofondatrice dell’Associazione Culturale Fabrica, “cantiere” attivo dal 2001 nella valorizzazione e divulgazione del bene culturale inteso in senso ampio. Collabora con varie università italiane ed estere tra cui La Sapienza di Roma, con un seminario sull’Archeologia dell’Architettura dal titolo Decor. È autrice del progetto sul linguaggio architettonico di Roma, Architetture e Linguaggi. Cura la direzione artistica ed è autrice dei testi della rassegna Fabrica, Musica e Letteratura in costruzione, che va indagando grandi temi che da sempre percorrono l’animo umano attraverso microstorie quotidiane. Ha pubblicato diversi contributi scientifici, tra cui nel 2007 il volume Vesta aeterna, l’aedes Vestae e la sua decorazione architettonica per l’Erma di Bretschneider, sulla casa-tempio di Vesta nel Foro romano, dove architettura e tradizione si fondono in unico monumento che è narrazione perenne dell’eternità dell’Impero romano.